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AndreA Arte ContemporaneA
corso Palladio 165
36100 Vicenza Italy
telefono 0444 54 10 70 info@andrea-arte.com |
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Home > Mostre > Persiani
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Adriano Persiani
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| Mostra |
Equilibrium |
| Artista |
Adriano Persiani |
| Sede |
AndreA Arte ContemporaneA |
| Inaugurazione |
28 febbraio 2009 |
| Durata |
fino 11 aprile 2009 |
| Indirizzo |
corso Palladio 165 - Vicenza |
| Telefono |
0444 541070 |
| E-mail |
info@andrea-arte.com |
| Web |
www.andrea-arte.com |
| Orario di visita |
dal martedì al sabato, ore 16,30-19:30 |
| Catalogo |
in galleria con testo di Alberto Zanchetta |
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AndreA Arte ContemporaneA inaugura
AndreA Arte ContemporaneA inaugura sabato 28 Febbraio 2009 alle ore 18 una mostra personale del giovane artista bolognese Adriano Persiani a cura del critico Alberto Zanchetta.
Per l'occasione viene edito un catalogo in italiano e inglese.
Adriano Persiani possiede un intelletto vivace, uno sguardo curioso che contempla e desidera un mondo così come potrebbe ancora essere, senza evidenti ragioni, né motivazioni logiche, salvo il piacere di sovvertire la monotonia. L’artista è un puer aeternus che smonta gli oggetti (giocattoli dell’età adulta) e li riassembla in nuove forme. È una macchina desiderante capace di dare corpo alla fantasia, permettendo uno scambio da un piano fisico a un piano immaginifico.
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Persiani riesce a decantare i materiali in forme tanto elementari quanto sorprendenti, ottenendone delle composizioni di grande finezza e leggerezza in cui i materiali poveri si rimestano con quelli più nobili, risultando ugualmente preziosi. Inoltre, l’artista traduce il decorativismo in un’accezione più ampia (come “otticamente interessante”), cerca cioè di discolpare il regno del terrore tramandatoci dai tappezzieri-decoratori che avevano velleità artistiche grazie a una semplicità/minimalismo che è fisiologicamente in contrasto con l’ornamento, ma che con esso riesce finalmente a convivere.
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Assecondando una invidiabile abilità manuale, Persiani riesce a dissimulare la foggia di mobili o di normali complementi d'arredo in nuove condizioni di esistenza; è il caso di aquiloni ancorati alle pareti, giavellotti che infilzano arazzi, inflorescenze dalle tinte acide che nascono dalle gambe di statue lignee o da vasi in stile XVIII sec., lettighe foderate con paramenti liturgici, maniche d’accappatoio che diventano cannocchiali… caratteri destabilizzanti che equiparano le opere a degli epifenomeni capaci di sovvertire – ciascuno a proprio modo – la banale quotidianità.
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