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AndreA Arte ContemporaneA
corso Palladio 165
36100 Vicenza Italy
telefono 0444 54 10 70 info@andrea-arte.com |
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> Jeunesse
Jeunesse
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| Mostra |
Jeunesse |
| Artista |
Valerio Berruti, Sarah Ledda, Paolo Maggis,
Massimiliano Zaffino a cura di Stefania Portinari. |
| Sede |
AndreA Arte ContemporaneA |
| Inaugurazione |
sabato 12 febbraio 2005, ore 18 |
| Durata |
fino al 19 marzo 2005 |
| Indirizzo |
corso Palladio 165 - Vicenza |
| Telefono |
0444 541070 |
| E-mail |
info@andrea-arte.com |
| Web |
www.andrea-arte.com |
| Orario di visita |
dal mercoledì alla domenica, ore
17:00-19:30 |
| Catalogo |
in galleria, a cura di Stefania Portinari. |
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AndreA Arte ContemporaneA inaugura
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Jeunesse a cura di Stefania Portinari.
Jeuness, cioè la giovinezza come punto
focale delle attenzioni contemporanee, come traccia esistenziale
e conradiana linea d’ombra tra l’infanzia e l’adolescenza è il
soggetto comune della pittura di questi giovani, emergenti alle
principali rassegne ed esposizioni italiane, frequentatori di
un dipingere ancorato alla figuratività ma personalissimo
nelle declinazioni.
Se Picasso affermava che da bambino dipingeva come Raffaello e aveva impiegato
tutta la vita a dipingere come un bambino, per questi artisti la sapienza compositiva
e tecnica, la tensione a far propria una chiave di lettura della realtà,
la riconoscibilità del modus operandi si fanno opera magistrale nel
ricreare ora effetti di abilità e di resa del vero, ora l’illusione
di una dolce atemporalità, ora la vorticosa amalgama coloristica di
un fauvismo contemporaneo.
I ragazzini di Valerio Berruti (Alba,
1977) sono piccole figure amabili e contemplative, armoniche
e pazienti: campeggiano sullo sfondo piatto della tela dal tonalismo
vacuo e acromatico, vivificate e segnalate da pochi tratti essenziali,
come ritratti minimi, universali ma affettuosi, presenti e nostalgici
di un momento immoto, come in un picture frame o nelle foto dei
tempi di scuola in cui i ricordi si stampano lievi e la memoria
riaffiora ai tempi lenti della contemplazione. Un segno cloisonnée
che traccia i contorni dei corpi e pochi, basici colori rendono
la fanciullezza un’età dorata e iconica.
Sarah Ledda (Aosta, 1970)
cattura le sue immagini da media e immaginari collettivi, trasformandole
in segni visivi significativi per la sua personale sentimentalità ma
anche come reminiscenze collettive.
La sua procedura pittorica si serve del supporto fotografico selezionando demarcazioni
di memorie, still da video o frammenti patinati per ricondurre l’immagine
a una decontestualizzazione straniante e affettiva. La scelta dell’inquadratura,
la disposizione rituale dei soggetti, la selezione identificativa dei temi
diviene un’affabulazione sottovoce, una narrazione atemporale piena di
ricordo e racconto interiore.
I ritratti dipinti da Paolo Maggis (Milano, 1978) sono primi piani
modellati da colori pastosi ed espressionisti in cui le tensioni dei tempi
moderni scavano trattati contemporanei di fisiognomica a cui il pigmento dà intensità e
violenza. Le apparenze incognite e le emergenze visive di questi volti di giovani
sono rappresentati come copertine di magazines o descrizioni segnaletiche,
rasentano la brutalità della gestualità pittorica in una sorta
di fautrierisme dato dalle pennellate dense e sapute, coscienti di quanto ha
suggerito la pittura europea tardo ottocentesca: che il colore può molto
legittimamente essere indipendente dal contenuto.
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| Massimiliano Zaffino (Chiavari,
1976) ritaglia momenti di sospensione silenziosa, oggetti e ambientazioni
quotidiane trasecolate da minimi particolari stranianti (un movimento
bloccato, un cesto lasciato nell’angolo come le nature morte
della tradizione con il compito visivo di invitare l’osservatore
verso il centro del dipinto). Un set da fiction iperrealista coglie
la luce adamantina che irradia le scene e una raffigurazione “fredda”,
apparentemente asettica o entomologica, rapprende lo spazio visivo.
Il taglio fotografico della composizione ha talora tratti da Novecento,
figure di donne alla de Lempicka, bambini da spot pubblicitari,
il tutto giocato con raffinatezza sottile da miniaturista nel rendere
ombre e pieghe. I momenti sono trattenuti sul punto di accadere,
in un varco di immobilità nel flusso del tempo interrotto
attraverso giochi col senso della prospettiva, ora rinascimentale
nei tratti dei listoni di pavimentazione, ora pericolosamente sfuggente. |
| La galleria AndreA Arte ContemporaneA
continua con questa mostra la sua stagione espositiva incentrata
sulla promozione dei giovani talenti e della Nuova Figurazione
Italiana. |
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Valerio Berruti nel 2004 è stato
il vincitore del Premio Celeste condotto dal critico Gianluca
Marziani e del concorso Pagine Bianche Seat Piemonte; Sarah Ledda
ha esposto anche in Francia, a Palermo, a Perugia, al Museo Archeologico
di Aosta, in Piemonte con il curatore Luca Beatrice; Paolo Maggis
ha partecipato alla rassegna Italian Factory alla 50ma Biennale
di Venezia, poi trasferita a Strasburgo e Torino, è stato
selezionato per il Premio Cairo 2003 e per la mostra Anteprima
Quadriennale nel 2004, ha esposto, tra le altre mostre, al Palazzo
della Permanente di Milano, a Colonia, negli USA e hanno scritto
di lui Alessandro Riva, Marco Meneguzzo, Luca Beatrice.
I tanti aspetti delle nostre jeunesse dorée
affiorano nel campionario visivo di questi giovani artisti, attenti
catturatori visivi degli spunti della realtà e della riproducibilità tecnica,
mixatori di nostalgie, illustrazioni naïf, immaginario pulp
e giocosità invidiate perché se come scrive Gianluca
Marziani “la giovinezza è il tempo senza tempo”,
de Saint Exupéry ci ricorda che tutti i grandi sono stati
bambini una volta. Ma pochi se ne ricordano. |
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