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AndreA Arte ContemporaneA
corso Palladio 165
36100 Vicenza Italy
telefono 0444 54 10 70 info@andrea-arte.com |
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Home > Mostre > Di Stasio
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Stefano Di Stasio
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| Mostra |
Stefano Di Stasio |
| Artista |
Stefano di Stasio |
| Sede |
AndreA Arte ContemporaneA |
| Inaugurazione |
10 dicembre 2011 |
| Durata |
fino 18 febbraio 2012 |
| Indirizzo |
corso Palladio 165 - Vicenza |
| Telefono |
0444 541070 |
| E-mail |
info@andrea-arte.com |
| Web |
www.andrea-arte.com |
| Orario di visita |
dal martedì al sabato, ore 17:00-19:30 |
| Catalogo |
in galleria edito da vanillaedizioni con testi di Marco Meneguzzo, Viviana Siviero, Marisa Vescovo e una intervista di Alberto Zanchetta. |
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AndreA Arte ContemporaneA inaugura Sabato 10 dicembre alle ore 18:00
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Fautore del Ritorno alla pittura, Stefano Di Stasio rivendica con fermezza e fierezza di essere un pittore. Com'è noto, nella decade degli Ottanta si è mosso in direzione della tradizione per poi orientarsi in un percorso sempre più autonomo e personale. Da più di quarant'anni ha intrapreso un interminabile viaggio alle radici dell'arte, fuori cioè dall'orizzontalità dell'avanguardia e del tempo lineare. Attraversando la storia della pittura per mezzo della pittura stessa, l'artista ha compiuto un percorso di interiorizzazione e di crescita individuale; allora come oggi, il suo desiderio è «di inventare la pittura e di raccontare una storia» perché «è importantissimo un ritorno della soggettività, della narrazione e quindi della trasposizione». |
Come lui stesso ammette, la pittura è stato l'incontro più importante della sua vita – amor fati che dimostra ancora una volta che nulla accade per caso.
"immagini che abitano la sua mente" con le suggestioni che il territorio vicentino gli ha suggerito. Ad esempio, in opere come La via della misura e Musica poiana troviamo alcune importanti architetture palladiane fare da sfondo a situazioni irreali, tanto magiche quanto oniriche.
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L'aspetto metastorico, tipico dell'artista, si palesa però nel dipinto "Da Thiene a Napoli", dove il San Gaetano di Thiene si incontra con Pulcinella alle pendici di un Vesuvio in piena eruzione (l'agiografia del Santo vicentino gli permette infatti di trovare un punto di contatto con le proprie origini partenopee). Nelle sue mani la pittura si trasforma in una sorta di macchina del tempo che non intende sconfessare l'attualità, al contrario: la inserisce nella storia anziché nella cronaca. Proprio come i suoi dipinti, Stefano Di Stasio è una spugna assorbente, permeabili al mondo e a quei "fantasmi interiori" che ne esemplificano la promiscuità e l'ambiguità figurativa. I suoi dipinti sono come delle psicogeografie, fatte di intenzionalità e inconscio, di convinzione e casualità, in cui la pittura torna a essere muta poesis.
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